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AMF ISC2: quanto costa davvero mantenere il CISSP

La quota annuale costa 135 dollari USA dalla fine del 2024 — 125 in precedenza —, a tariffa unica indipendentemente dal numero di certificazioni ISC2 possedute, secondo gli importi dichiarati dai membri. Si paga per la prima volta all’approvazione dell’endorsement, poiché la certificazione è valida solo dopo tale pagamento. Tre membri raccontano di aver dovuto ripetere l’esame completo dopo aver lasciato scadere la propria certificazione.

Aggiornato il 9 min de lecture Par l'équipe Cybridia

Conservare il proprio CISSP costa 135 dollari USA all’anno dalla fine del 2024 — 125 in precedenza —, indipendentemente dal numero di certificazioni ISC2 possedute. Questa quota annuale, indicata nelle discussioni con il suo acronimo inglese AMF, per annual maintenance fee, produce più fastidio che confusione: gli importi circolano, sono soprattutto la loro giustificazione e i loro effetti collaterali a far discutere. Gli importi citati qui sono quelli dichiarati dai membri tra il 2023 e il 2026; le tariffe in vigore sono pubblicate da ISC2 su isc2.org.

Quanto costa la quota annuale e da quando?

Le testimonianze permettono di datare il cambio di tariffa con la precisione dell’anno. I commenti fino a metà 2024 parlano di 125 dollari USA; quelli di fine 2024 e di tutto il periodo successivo citano uniformemente 135 dollari USA.

Voce Importo dichiarato Che cosa ne dicono le testimonianze
Quota annuale, commenti fino a metà 2024 125 $ USA Citata in particolare nel thread di riferimento sull’opportunità di pagare
Quota annuale, fine 2024 e dopo 135 $ USA Importo unanime nei commenti recenti
Status Emeritus Circa 405 $ USA Tre anni di quota, contro uno solo in precedenza
Quota pagata in un’altra valuta Fino a circa 145 $ USA equivalenti Effetto di un tasso di cambio giudicato sfavorevole

La tariffa è descritta come unica e indipendente dal numero di certificazioni possedute, cosa che torna regolarmente come argomento a favore di ISC2 nei paragoni tra enti:

«ISC2's fee is also flat rate, regardless of how many of their certs you hold»

Traduzione: «Anche i costi di ISC2 sono a tariffa unica, indipendentemente da quante delle loro certificazioni possedete.»

Il confronto più frequente contrappone ISC2 a un ente di formazione il cui modello viene percepito come un meccanismo che obbliga a riacquistare corsi per produrre crediti a sufficienza. Il rimprovero rivolto a ISC2 riguarda l’importo e il valore dell’adesione, non un meccanismo di acquisto obbligato.

Quando si paga per la prima volta?

Al momento dell’approvazione dell’endorsement, e questo pagamento condiziona tutto il resto. La certificazione non è considerata valida finché non viene effettuato — una precisazione data in un thread dedicato ai tempi di verifica:

«Just make sure you’re not passing out your resume because your cert technically isn’t valid until you pay the AMF after they approve you.»

Traduzione: «Assicuratevi solo di non diffondere il vostro CV, perché la vostra certificazione tecnicamente non è valida finché non avete pagato l’AMF dopo la loro approvazione.»

Questa data di pagamento ha una seconda conseguenza, spesso scoperta troppo tardi: fissa il punto di partenza del ciclo di crediti. Nulla di quanto è stato fatto prima della data di certificazione può essere dichiarato, il che include tutto ciò che si compie durante l’attesa dell’endorsement — da tre a sei settimane e mezza dopo l’invio del dossier secondo le nove cronologie datate delle testimonianze. Il funzionamento del ciclo di 120 CPE approfondisce questo punto, che è costato a un candidato delle testimonianze il beneficio di una conferenza e di tre certificazioni ottenute nel frattempo.

La tariffa cambia se si possiedono più certificazioni ISC2?

No, secondo la community. Un membro che possiede sia il CISSP sia una seconda certificazione ISC2 descrive una quota unica, ma contatori di crediti separati. Lo stesso CPE può però essere dichiarato su entrambe le certificazioni quando l’argomento copre i domini di entrambe, e gli eventi organizzati da ISC2 sarebbero accreditati automaticamente su entrambi i fronti.

In altri termini, la seconda certificazione ISC2 aggiunge lavoro di dichiarazione, non costo annuale: lasciar scadere una certificazione sorella dello stesso ente per ragioni di budget non fa risparmiare proprio nulla.

Che cosa succede se non si paga?

È l’informazione più concreta di tutte queste testimonianze, e merita di essere enunciata senza giri di parole: tre membri raccontano di aver dovuto ripetere l’esame completo dopo aver lasciato scadere la propria certificazione, per mancanza di crediti, di quota, o di entrambi.

  • Un certificato dal 2002 che ha perso il titolo nel 2020: «I kept the designation until 2020 when I lost it due to my failure to keep up with my CPE and pay my AMFs» — «Ho conservato il titolo fino al 2020, quando l’ho perso per non aver tenuto dietro ai miei CPE e pagato le mie quote.»
  • Un certificato del 2014 che non ha retto dopo il periodo Covid, e la cui conclusione è la frase più citata delle testimonianze sull’argomento:

«Originally passed the test in 2014 but couldn’t keep up with CPE’s after COVID. So I had to take the test again. […] Best option >>> make time to earn CPE credits so you don’t have to retake the F’ing exam!»

Traduzione: «Avevo superato l’esame nel 2014 ma non sono riuscito a tenere il ritmo dei CPE dopo il Covid. Così ho dovuto ripetere l’esame. […] L’opzione migliore: ritagliatevi del tempo per ottenere i vostri crediti CPE, così non dovrete ripetere l’esame.» (la formulazione originale è nettamente più cruda)

  • Un altro certificato dal 2002, scaduto, che ha ripreso la certificazione nel 2025 dopo due mesi di ripasso.
  • Caso simile, fuori da ISC2: un membro la cui certificazione di un altro ente è stata revocata dopo un anno professionale difficile senza crediti, e che commenta: «Won’t make that mistake again» — «Non rifarò questo errore.»

Il meccanismo descritto è una sospensione seguita dalla perdita del titolo. Il calcolo è presto fatto: il costo di un esame da ripetere, in denaro e soprattutto in settimane di ripasso, supera di gran lunga diversi anni di quota. Le spese dichiarate dai candidati — da 750 a 1.000 dollari USA a tentativo, di più fuori dagli Stati Uniti — sono dettagliate nella pagina dedicata al prezzo dell’esame. È l’argomento del commento più votato del thread di riferimento del 2024, rivolto a un responsabile della sicurezza che esitava a pagare:

«Bruh it’s $125. You can watch a bunch of webinars and record them for CPEs. […] Never let it lapse unless you’re never go back into IT.»

Traduzione: «Ma dai, sono 125 dollari. Potete guardare una serie di webinar e dichiararli come CPE. […] Non lasciatela mai scadere, a meno che non dobbiate mai più tornare nell’informatica.»

Esistono del resto fonti di crediti del tutto gratuite sufficienti a coprire un ciclo completo, il che riduce il costo di mantenimento alla sola quota. Precisazione utile: tutte le fonti censite nelle testimonianze sono in inglese, non vi è citata nessuna fonte in italiano.

Lo status Emeritus è una soluzione per i pensionati?

È l’argomento che cristallizza più rabbia nelle testimonianze. Lo status Emeritus, destinato ai membri che cessano l’attività, richiedeva in precedenza un anno di quota; adesso ne richiede tre, cioè circa 405 dollari USA.

«They’re slowly but surely becoming just a money grab. I’m not paying $405 just to put "CISSP Emeritus" on my LinkedIn profile.»

Traduzione: «Stanno diventando lentamente ma inesorabilmente una pura operazione commerciale. Non pagherò 405 dollari solo per scrivere "CISSP Emeritus" sul mio profilo LinkedIn.»

Un pensionato racconta di aver portato il proprio reclamo al consiglio di amministrazione, di aver ottenuto un colloquio telefonico di cinque minuti e poi di non aver più avuto notizie. Il commento più votato del thread riassume il sentimento dominante: «Make no mistake, it has always been a money grab for this cert» — «Non fatevi illusioni, questa certificazione è sempre stata un’operazione puramente lucrativa.»

Conclusione pratica delle testimonianze: per un pensionato definitivo, lasciar scadere costa meno dello status onorifico. Il calcolo cambia non appena resta ipotizzabile un rientro, anche parziale.

Come evitare le brutte sorprese di pagamento e di cambio?

Sono documentati due fastidi concreti, con le rispettive soluzioni.

Il primo è un fallimento del pagamento legato al browser: a un membro in corso di endorsement viene rifiutata l’aggiunta al carrello con il messaggio «product could not be added to your cart». Il problema si è risolto cambiando browser, con altri membri dello stesso thread a confermare il comportamento.

Il secondo è il tasso di cambio applicato da ISC2, giudicato sfavorevole. Lo stesso thread riferisce che un pagamento effettuato in valuta locale veniva a costare circa 145 dollari USA invece dei 135 dollari USA attesi; il consiglio che ne deriva è di pagare direttamente in dollari statunitensi e lasciare che sia la propria banca a fare la conversione. Nessuna testimonianza riguarda un pagamento in euro.

Ultimo riflesso: verificare la data di scadenza e la validità del metodo di pagamento registrato. La perdita di certificazione descritta più sopra non presuppone alcuna decisione consapevole, soltanto un rinnovo che passa inosservato.

Conviene conservare la certificazione quando si lascia il settore?

Le testimonianze raramente danno una risposta netta, ma aiutano a capire. Chi lascia perdere è per lo più un pensionato o un professionista in riconversione, e l’argomento è quello del buon senso di bilancio: «se siete in pensione, lasciatela scadere». La gerarchia di scelta è a volte esplicita tra chi possiede più titoli: abbandonare le certificazioni generaliste di primo livello, conservare quelle di alto livello.

Tornano sistematicamente tre controargomenti.

Il primo è il mercato del lavoro. Un membro racconta che «tutte le posizioni richiedevano un CISSP, ed era persino una delle opzioni del modulo di candidatura: rispondere di no comportava una squalifica automatica». È esattamente il ruolo di filtro che i certificati descrivono nel bilancio di carriera del CISSP.

Il secondo è l’imprevedibilità: «le aziende cambiano, e non si sa mai quando non verrete confermati». Una riconversione non garantisce che non si avrà bisogno del titolo tre anni dopo, in particolare per la consulenza.

Il terzo è finanziario: molti datori di lavoro rimborsano la quota, e un membro scrive di non aver «mai pagato questi costi di tasca propria». Prima di rinunciare, la prima domanda da porre è quindi quella della copertura da parte dell’azienda.

La decisione resta personale, ma va presa conoscendo il prezzo di uscita: nei casi riferiti dalle testimonianze la certificazione non è stata riattivata, è stata ripresa da capo con un nuovo esame. Le condizioni di reintegro figurano su isc2.org.

Domande frequenti

Quanto costa la quota annuale ISC2?

135 dollari USA all’anno dalla fine del 2024, contro i 125 precedenti, secondo gli importi dichiarati dai membri; la tariffa in vigore si verifica su isc2.org.

La tariffa aumenta se si possiedono più certificazioni ISC2?

No: la quota è a tariffa unica, indipendente dal numero di certificazioni ISC2 possedute. È un argomento spesso opposto agli enti che fatturano un costo per ogni certificazione.

Quando si paga la quota per la prima volta?

Al momento dell’approvazione dell’endorsement. Un punto sottolineato nelle testimonianze: la certificazione tecnicamente non è valida finché non viene effettuato questo primo pagamento, e nemmeno il contatore dei CPE parte prima.

Che cosa succede se non si paga?

Sospensione e poi perdita della certificazione. Tre membri raccontano di aver dovuto ripetere l’esame completo dopo la scadenza, tra cui un certificato dal 2002 e un certificato del 2014 che non ha retto il ritmo dopo il periodo Covid.

Lo status Emeritus è interessante per un pensionato?

Raramente: da quando richiede tre anni di quota, cioè circa 405 dollari USA contro un solo anno in precedenza, diversi pensionati dichiarano di preferire lasciar scadere la propria certificazione.

Da dove provengono queste informazioni?

Questo articolo si basa sulle testimonianze pubbliche di diverse migliaia di candidati, pubblicate negli ultimi tre anni (dal 24 luglio 2023 al 24 luglio 2026) e sintetizzate tema per tema. Gli estratti citati sono anonimizzati. Il nostro metodo in dettaglio.

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